2006 - Giovani Presenze
 
Writhe: Claus Laus - Curatore: Giampietro Guiotto
 

 

CLAUDIA LAURO

In un'epoca in cui il corpo viene manipolato esteticamente per soddisfare l'elevata e svariata richiesta di desideri sessuali, per promuovere nuove immagini per il mercato massmediatico, il lavoro artistico di Claudia Lauro risulta una riflessione sul sistema di valori dominanti e sui modelli culturali alla base della comunicazione. Le sue opere, apparentemente ironiche, sono l'ingrandimento di forme o simboli sessuali che l'artista imbottisce e confeziona con tessuti vivaci ormai fuori moda, ben conosciuti dal pubblico di massa.
Ironicamente la realizzazione di queste opere corrisponde alla volontà di fornire nuove merci per soddisfare nuovi bisogni e di partecipare all'incessante produzione di oggetti di mercato; nel caso di Claudia Lauro, però, la soddisfazione rimane circoscritta all'artista che si fa beffe del fruitore che non potrà beneficiare degli oggetti notoriamente preposti al soddisfacimento dei suoi desideri sessuali.
Con abilita sartoriale, divertimento e compiacenza Claudia Lauro accetta ironicamente il ruolo sociale di casalinga creativa che prevede un tempo lungo, solitario e lontano per la realizzazione dei suoi bricolage o sculture "sessuali" oggettuali. Dopo aver sagomato le forme del desiderio sceglie poi i tessuti adatti a soddisfare il bisogno estetico dei suoi possibili fruitori: tessuti che appartengono al mondo della tappezzeria, degli asili, delle cerimonie nuziali, dell'arredamento, delle griffe, degli status-symbol e della moda corrente. La scelta decorativa del tessuto, che riveste la forma, si adegua al gusto estetico e all'ideologia del possibile acquirente. Il condiscendere e il prendersi cura dei desideri del fruitore induce l'artista a realizzare forme morbidissime, accattivanti, divertenti, veri e propri cuscini amorosi con cui giocare, autococcolarsi o arredare la casa.
L'opera si presenta quindi come feticcio, oggetto amoroso su cui riversare la mancanza del soggetto reale. Si innesta un rapporto metonimico nel quale l'astrazione o idea di affetto e amore rappresentato dall'oggetto funge da oggetto concreto. Si svela così il desiderio mancato, represso o inventato, segno della incomunicabilità tra i sessi e della difficoltà di relazioni sociali. L'arte in questo caso afferma l'isolamento, la solitudine, l'incomunicabilità e l'incapacità di esprimere la propria individualità e sessualità. In questo senso l'artista accontenta il fruitore creandogli forme o strumenti fittizi, sostitutivi del desiderio inespresso, non condivisibili con l'altro che dimostrano l'inesistenza della relazione interpersonale e il ripiegamento autoreferenziale. L'opera d'arte denuncia le difficoltà della comunicazione interpersonale e la difficile formazione dell'identità personale risultato di un simultaneo "movimento di identificazione e di differenziazione dal contesto di appartenenza" . Come già affermava il sociologo Ronald Laing l'identità non è legata unicamente all'esperienza intra-psichica ma si correla continuamente ai rapporti con gli altri.
In un momento storico complesso in cui si accelerano le necessità di cambiamento, trasformazione e ricostruzione del sé, il vivere e la relazione interpersonale inevitabilmente si complicano per aprirsi a inedite momenti di crescita. L'arte di Claudia Lauro, strettamente indagatrice della sfera erotica e sessuale, non dà risposte ma pone domande sulla crisi del soggetto contemporaneo inteso come insieme di sistemi di linguaggio tra cui quello più profondo, istintuale e imprevedibile, quello sessuale. Anche se nella società consumistica "il corpo ha finito per essere il più bell'oggetto di consumo", esso rimane la manifestazione del nostro essere.
E per aggiungere un contributo di particolare pregnanza e profonda valenza significativa vale la pena di citare il filosofo Ferrucio Andolfi che, in"Figure d'identità" afferma: "La crisi è il prezzo che si paga per la crescita. La perdita di luoghi comunitari rassicuranti, un lavoro di rado vissuto come attività vitale, l'inattendibilità delle mitologie rivoluzionarie ma anche le delusioni connesse a più sobrie forme di partecipazione politica, la relativizzazione dei valori morali sono i momenti reali di una crisi/crescita che attribuisce agli individui, in una misura mai sperimentata in passato, le decisioni intorno ai propri impegni vitali. Al rischio di non riuscire a fronteggiare le nuove responsabilità corrisponde una possibilità inedita di rafforzamento dell'io".